Proteggersi dalle allergie alimentari: chi ben comincia…

Proteggersi dalle allergie alimentari: chi ben comincia…

4 Ottobre 2018 0 Di miglioredieta

La prevenzione è un aspetto sempre un po’ trascurato in relazione ai disturbi alimentari. Invece, deve essere il medico in primis a diffondere la giusta attenzione agli aspetti di profilassi.

Innanzitutto è importante spiegare alle famiglie quali sono i fattori a rischio, come lo stress e il fumo.
Anche la profilassi ambientale è utile per eliminare acari e muffe, nemici della salute in generale ma degli allergici in particolare.

Un terzo aspetto fondamentale è la dieta, che deve essere ricca di frutta e verdura in modo da garantire il giusto apporto di vitamina E, che protegge dalle allergie e dal rischio di asma.

Una forma di prevenzione davvero anticipata, ma molto utile, è delegata alle neo-mamme: l’allattamento materno rimane la strategia più efficace per prevenire l’insorgenza di allergie alimentari.
L’effetto protettivo del latte materno è stato messo in relazione alla scarsa quantità di proteine alimentari che verrebbero trasferite al bambino, mentre gli anticorpi presenti nel latte materno avrebbero la capacità di modulare le risposte immunologiche verso eventuali antigeni.

 

Come proteggersi dalle allergie alimentari

 

Altri componenti importanti per questo fine sono la lattoferrina, con proprietà antinfiammatorie, il lisozima e gli oligosaccaridi.

Grazie alle conoscenze attuali sul problema, sono state formulate a livello internazionale delle linee guida relative alla prevenzione dell’allergia alimentare:

La dieta di esclusione preventiva, che elimina latte, uovo e pesce, in gravidanza non è consigliata;

L’allattamento al seno dovrebbe essere esclusivo per i primi 4-6 mesi;

Lo svezzamento, cioè l’introduzione di alimenti solidi, va effettuato dopo il 5° mese, quando il sistema gastrointestinale è più maturo;

Nei lattanti con definito rischio atopico (genitori o fratelli con malattia allergica) è raccomandato l’uso di una formula la cui ipoallergenicità sia ben documentata.

I latti a base di proteina di soia, infatti, nei primi mesi sembrano essere allergizzanti quanto le comuni formule a base di latte vaccino. Anche i latti parzialmente idrolisati, con allergenicità moderatamente ridotta, non danno sufficienti garanzie per la significativa presenza residua di proteine allergizzanti.

I migliori risultati di prevenzione, in bambini ad alto rischi atopico, sono stati ottenuti utilizzando formule a base di idrolisati estensivi di caseina o di sieroproteine.